Capire Palermo

Cosmopolita, misteriosa e sensuale Palermo ti mette alla prova

La parola viaggiare ha tanti significati. Si viaggia alla ricerca di qualcosa, osservando ed assorbendo la nuova realtà esterna in cui siamo immersi. Viaggiare è anche un modo per conoscersi e conoscere il luogo che si percorre.

Palermo mette alla prova, perché è una città insieme cosmopolita, misteriosa e sensuale. Fondata dai Fenici, perse l’indipendenza con le guerre puniche e da allora fu soggetta a dominazioni di popoli che venivano dal mare: fu romana, visigota, bizantina, araba, normanna, sveva, francese, catalana, spagnola e infine italiana. 

Palermo è la capitale dell’isola, dell’isola sente fortemente l’influsso ma può costituire un viaggio a sé. Da fare a piedi nella Palermo vecchia, come veniva chiamato il centro storico formato da quattro quartieri: la Kalsa, l’Albergheria, il Seralcadio e La Loggia. Quartieri un tempo popolatissimi: dove le famiglie nobili, che vivevano ancora nei palazzi aviti abitavano fianco a fianco con i popolani dei catoi, i bassi umidi e malsani, ferocemente fieri e attaccati alla propria città .

In mezzo chilometro quadrato è poi racchiusa la Palermo medievale – il torrione dello Steri, residenza di una potente famiglia e poi sede del tribunale dell’Inquisizione. Quella catalana, dall’architettura sobria e raffinata – palazzo Abatellis, che ospita la Galleria regionale. E quella barocca, vistosa – palazzo Butera, casa Professa, gli oratori decorati dagli stucchi del Serpotta.

Una meta importante resta sempre piazza Marina, che ha al centro un giardino circondato da stupende ringhiere di ferro battuto in stile liberty, minacciate dalle radici dei ficus magnolioides, introdotti in Sicilia nell’Ottocento dagli inglesi e acclimatati perfettamente: i rami pachidermici e le chiome rigogliose dominano la piazza. Piazza Magione, poco distante, è tutt’altro: si rivela ampia ma arida, con solitari ciuffi di erbacce assetate. Ma lì si trova una delle più belle chiese di Palermo, costruita in pietra chiara, con mura lisce dalle proporzioni perfette: è la basilica della Magione costruita insieme al convento adiacente quasi mille anni fa nello stile arabo-normanno. Rappresenta un inno alla spiritualità che univa i committenti – i rozzi conquistatori cristiani calati dal Nordeuropa – ai costruttori e alla manovalanza – colti africani di fede islamica, sconfitti ma non umiliati.

Palermo non è però solo passato. Capitale della Cultura nel 2018 è contemporaneamente sede di Manifesta 12 biennale itinerante, la città letteralmente esplode di occasioni culturali legate al suo passato, al suo presente e all’immediato futuro.