Piazza della Libertà a Ostuni

Ha sempre costituito il centro della vita ostunese sia come punto d’incontro che come fulcro delle attività commerciali.

Piazza Sant’Oronzo
Si chiamava così ancora nel XIX secolo, ma quando gli ostunesi decisero di cambiare il nome della piazza decisero anche e di stravolgerne il volto, affidando l’incarico a tre architetti: Ferdinando Ayroldi, Domenico Ciraci e Nicola de Anna. Furono abbattuti diversi edifici e la piazza cosi ottenuta, fu rifinita poi con nuovi prospetti omogenei

La guglia
Al centro della piazza, costruita in pietra calcarea a metà del 700 la guglia di Sant’Oronzo è un obelisco in stile barocco di oltre 20, metri con struttura a pianta quadrata divisa in basamenti orizzontali, con all’apice la statua del santo vestito con paramenti vescovili. La guglia che fa da punto di raccordo tra la città medievale e quella moderna è frutto della riconoscenza ostunese verso colui che salvò la popolazione dal contagio della peste nel 1656.

Il Palazzo di città
Oggi sede del comune, fu un tempo dimora dei frati francescani (1304 - 1809). L’opera architettonica presenta due ampie facciate: la prima neoclassica, è quella che si affaccia sulla piazza della Libertà e rimanda all’architetto Ayroldi che la progettò nel 1861. La seconda barocca (nella parte retrostante il comune), fu invece realizzata su disegno dell’ingegnere Pietro Magarelli, a partire dal 1739, e presenta insieme alla

La chiesa di San Francesco
Si tratta di una chiesa costruita intorno alla metà del XVIII sec. da Carlo e Giuseppe Fasano, dopo che il terremoto del 1743 lesionò la primitiva chiesa trecentesca. La facciata della chiesa tardo ottocentesca fu realizzata dall’architetto ostunese Gaetano Jurleo (1883) e si allinea alla facciata del palazzo di città. Sono da segnalare in facciata alcune opere del secolo scorso come le statue di San Francesco e Sant’Antonio da Padova (1930) eseguite dallo scultore ostunese Francesco Bagnulo e il portale in bronzo (1985) opera dell’artista Egidio Giaroli detto Cavalluccio.

La chiesa dello Spirito Santo
Costruita nel 1637 per volere del vescovo Melingi vanta come unico elemento decorativo lo splendido portale gotico proveniente dalla Chiesa di Ognissanti poi abbattuta. Il portale risale al 1450 e nella lunetta si può ammirare la “Dormitio Mariae” ovvero la vergine sul letto di morte circondata dagli apostoli.

Lo scavo archeologico
Nella piazza spicca il ritrovamento di una sezione delle antiche mura di cinta della città, quando per potenziare le strutture difensive, Alfonso II, duca di Calabria, figlio del Re aragonese Ferdinando I, decise promuovere un ampliamento delle antiche fortificazioni, tracciandone personalmente nel 1487 il disegno.