Via Cattedrale e i suoi palazzi a Ostuni

La si percorre in salita per raggiungere la Cattedrale. Una passeggiata piacevole per i numerosi palazzi gentilizi che le fanno da quinte laterali

Il Circolo cittadino
Al suo imbocco sul lato sinistro, il primo edificio che incontriamo del circolo cittadino che reca sulla facciata lo stemma della città di Ostuni sormontato dalla corona ducale. Si tratta di tre torri poggianti su tre monticelli araldici. Lo stemma che il fabbricato era di proprietà comunale e che come tale era utilizzato per l’espletamento delle attività di pubblico interesse. L’edifici attuale è il rifacimento di un edificio cinquecentesco che ospitava il decurionato cittadino.

Palazzo Ayroldi
Già residenza di Giovanni Zevallos, nato da umili origini ma dotato del fiuto di un abile mercante. In pochi anni seppe accumulare una fortuna così imponente tanto da diventare “assentista” di Corte (poteva prestare il proprio denaro al governo). Nel 1639, avendo finanziato per anno le gracili casse del viceregno, ottenne di Ostuni la giurisdizione e poi nel 1644 il titolo di duca. Il palazzo spicca per le sue linee semplici ed eleganti i stile classicheggiante

Palazzo Siccoda
Un antico palazzo facilmente riconoscibile per via del suo primo piano arretrato, dove tre bellissime porte rinascimentali presentano iscrizioni latine che forniscono informazioni sulla sua costruzione del palazzo. Prende il nome dal mercante napoletano Giovan Battista Siccoda che nel 1575 lo acuistò

Piazza Sansone
Comunemente indicata in passato come piazza del Moro, a causa dell’ enorme albero di gelso moro che ospitava. In questa piccola piazza un capitello corinzio utilizzata per esporre alla popolazione coloro che si macchiavano di misfatti: la cosiddetta gogna. Al numero civico 7 troviamo la scultura sulla porta di ingresso che raffigura una lepre (o coniglio) scuoiato (per anni confusa con un teschio). Indicava una delle tante macellerie presenti in città, che affacciava su questa piazza per questo anche soprannominata “Piazza delle Beccherie”.

La Chiesa di San Vito Martire
Ospita attualmente il Museo delle civiltà preclassiche della Murgia Meridionale. Si tratta di un complesso monastico frutto dell’aggregazione di unità abitative, che tra il 1735 e il 1753 che il Procuratore di Ostuni acquistò per conto delle carmelitane. Nello stesso anno il vescovo Cono Luchino del Verme concesse al monastero l’attigua chiesetta medievale di San Vito Martire. Il prospetto della chiesa presenta le tipiche linee del rococò. L’interno presenta cinque altari in pietra gentile di pregio e due coretti sempre in pietra sorretti da due semiarchi con teste di cherubini.

Palazzo Incalzi
Subito dopo la chiesa di San Vito la via passa al di sotto di palazzo Incalzi , voluto nel 1228 da Federico II di Svevia. Si tratta di uno dei pochi resti del periodo normanno ad Ostuni.