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Grotte di Castellana tra Bari e Brindisi

Bari

Oltre 3 chilometri di cunicoli

Apprezzatissime per le loro vaste concrezioni cristalline, le loro dimensioni sorprendenti, i colori e le forme sono situate a 40 chilometri da Barie a 78 da Brindisi nel comune che ne prene il nome. Le grotte furono create da un antico fiume sotterraneo che ha scavato e modellato la roccia calcarea sottostante. Formatesi un centinaio di milioni di anni fa le Grotte si sviluppano per una lunghezza di 3348 metri e raggiungono la profondità di 125 metri dalla superficie: la temperatura rimane costante per tutto l’anno dai 15° ai 18° e il tasso di umidità fisso al 90%.

La scoperta

Nel 1938 i responsabili dell’Ente provinciale per il turismo di Bari richiesero all’istituto italiano di Speleologia l’intervento di un professionista speleologo per compiere un sopralluogo nella zona interessata, dove appariva l’ingresso di una profonda grotta detta del Grave. Le Grotte furono così scoperte nel 1938, da Franco Anelli, il quale portò alla luce il sito nella sua interezza dopo due anni dall’inizio del primo scavo. Nel complesso si tratta di 3 chilometri di passaggi sotterranei, accessibili da due meravigliosi percorsi. ll lavoro di Anelli fu in seguito completato da Vito Matarrese, a cui si deve il raggiungimento della spettacolare Grotta Bianca nel 1939.

Le visite al pubblico e i percorsi

Le Grotte sono visitabili tutto l’anno: al seguito di un guida si passeggia lungo un percorso facilmente percorribile. A seconda del tempo e delle possibilità di ciascuno si può scegliere tra due itinerari: uno completo e l’altro parziale. Il primo di 3Km con un tempo medio di percorrenza di 120 mintui, l’altro di 1km per circa 40 minuti di cammino. Tra le colossali stalagmiti e stalattiti e le ampie caverne con le loro forme giocose e multicolori, fossili, colonne, cortine e caverne, un luogo davvero unico è la Grotta Bianca (spesso definita per la ricchezza e il biancore del suo alabastro: “la più splendente al mondo”). 
Ma molte altre meritano attenzione: quella dell'Altare, quella della Cupola e poi il Passaggio del Presepio: qui si erge una stalagmite che ricorda la forma di molte sculture dedicate alla Vergine ed è pr questo chiamata la Madonnina delle Grotte. I nomi dei diversi ambienti attraversati sono frutto della fantasia dei primi esploratori che vedevano nelle forme di queste rocce Presepi e Madonne, ma anche serpenti, lupi e civette.

www.grottedicastellana.it/

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