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Modica

Abbarbicata alla roccia tra due cave naturali a cui deve la sua peculiare struttura urbana (e la distinzione in Modica alta e Modica bassa) l'antica capitale della Contea di Modica contribuisce alla cultura architettonica dell’età tardo-barocca soprattutto con il Duomo di San Giorgio e la chiesa di San Pietro. La scenografica facciata di San Giorgio, con il partito centrale che si trasforma in torre campanaria, è un esempio di soluzione costruttiva originale adottata da Rosario Gagliardi (progettista anche del duomo di Ibla) ma richiama al tempo stesso una fervida circolazione di idee e modelli diffusi nell'Europa Settentrionale.
Il medesimo profondo legame tra l'architettura tardo-barocca e la particolare conformazione del paesaggio ibleo, evidente già nello slancio scultoreo di S. Giorgio, traspare anche dalla ampia scalinata della chiesa di San Pietro la cui pietra e quella del complesso delle dodici statue degli apostoli appaiono il frutto di un inscindibile connubio di Architettura e Natura.
La ricerca delle tracce del tardo-barocco e dei suoi successivi sviluppi non si esaurisce tuttavia con la visita a S. Giorgio e S. Pietro: Modica conserva altri tesori che solo una passeggiata senza meta nella sua luce e tra le sue pietre può svelare. E significativo è anche un viaggio nel tempo alla ricerca delle sopravvivenze di epoche antecedenti il sisma. Varrà dunque la pena di vedere la cinquecentesca annunciazione del Gagini (1528-30) custodita nella Chiesa del Carmine e di avventurarsi per i vicoli della via Grimaldi, uno dei quali custodisce la chiesa rupestre di San Nicolò inferiore - risalente al XII secolo - con le sue pitture tardo-bizantine e normanne del XII e XIV secolo.

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