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Primo Parlamento italiano e Museo del Risorgimento di Torino

Torino

Il Museo Nazionale del Risorgimento italiano a Torino, nonché primo Parlamento italiano, è il polo di maggior importanza per quanto concerne la storia di questo periodo storico in Italia. Al suo interno, infatti, è custodita la più grande collezione del periodo risorgimentale e dell'Unificazione d'Italia. Fondato durante il 1878, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale solo nel 1901 per mezzo del Decreto Regio. Ad oggi l'esposizione viene ospitata nel cosiddetto piano nobile di Palazzo Carignano, nel cuore del capoluogo sabaudo e più precisamente tra l'omonima Piazza Carignano e Piazza Carlo Alberto. Al suo interno è possibile trovare reperti di un vasto periodo storico compreso tra il 1706, anno in cui la città di Torino venne assediata, fino al 1946 in cui nacque la prima Repubblica italiana. Non solo, tra le sale vine altresì dato ampio spazio ai cimeli del periodo risorgimentale, raccolti tra il Settecento e l'inizio della Prima Guerra Mondiale. Museo Nazionale del Risorgimento Italiano: la storia Il Museo Nazionale del Risorgimento italiano si attesta tra i più antichi e importanti musei dedicati al Risorgimento italiano, fondato nel 1878, come accennato è situato a Torino all'interno di Palazzo Carignano. Il museo fu allestito per onorare la morte del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II e per tale ragione venne originariamente chiamato Ricordo nazionale di Vittorio Emanuele II. Nei decenni che seguirono il primo allestimento, il museo fu temporaneamente spostato prima presso il Museo Civico di Torino nel 1899 e poi all'interno della Mole Antonelliana nel 1908. Tuttavia, qualche anno più tardi, nel 1930, l'esposizione venne nuovamente trasferita presso il Palazzo del Giornale e successivamente, nel 1938, presso l'attuale sede ossia Palazzo Carignano opera barocca dell'architetto Guarino Guarini. L'edificio, infatti, fu dal 1848 al 1860 la sede della Camera del Deputati del Parlamento del Regno di Sardegna e dal 1861 al 1865 sede della Camera dei Deputati del Parlamento del Regno d'Italia. Quest'ultima, fu in prima battuta relegata ad una sala edificata nel cortile dell'edificio nell'attesa del termine dei lavori di restauro e ampliamento dell'edificio. Tuttavia, una volta ultimata la ristrutturazione (effettuata tra il 1864 e il 1871) la Capitale era già stata trasferita a Firenze e pertanto risultò inutilizzabile. Nonostante ciò l'aula è visitabile ed è situata al termine del percorso del museo All'interno del Museo Nazionale del Risorgimento italiano, infatti, è possibile visitare entrambe le Camere ad oggi ancora nelle condizioni originali. In quelle sale lavorarono alcuni dei più celebri parlamentari della storia nazionale come Gioberti, Garibaldi, d'Azeglio, Balbo e Cavour i cui sgabelli sono adornati da coccarde tricolore. Dopo la seconda Guerra Mondiale e più precisamente nel 1948, l'esposizione venne notevolmente ampliata per i festeggiamenti del centenario della Prima Guerra d'Indipendenza. Lo stesso avvenne nel 1961 in favore delle celebrazioni del centenario dell'Unità d'Italia ma nel 1965 l'esposizione venne nuovamente ridimensionata. Al termine delle Olimpiadi di Torino nel 2006, il museo fu chiuso per consentire il restauro e l'ampliamento di alcune sale e fu riaperto al pubblico solo nel 2011 durante le celebrazioni dei 150° anniversario dell'Unità d'Italia. All'inaugurazione presenziò l'allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le collezioni e l'esposizione permanente Passeggiando tra le sale del museo è possibile ammirare diverse tipologie di cimeli tra cui documenti, stampe dell'epoca, armi, uniformi e molto altro ancora. Il percorso storico realizzato per i visitatori è studiato appositamente per ripercorrere le tappe di maggior importanza storica che hanno condotto all'Italia all'Unità. Inoltre sono state inseriti alcuni riferimento ad altre nazioni dell'Europa che hanno raggiunto l'indipendenza durante l'Ottocento, seguendo le azioni compiute dall'Italia risorgimentale.Nel complesso il museo conta 30 sale suddivise in un area complessiva di circa 3500 mq. Il percorso museale parte con tre sale dedicate alla storia dell'Italia dal 1878 al 1961 con un focus sul Piemonte, e più nello specifico con un ottica torinese, del periodo tra il 1898 e il 1911. Inoltre, ricopre un ruolo importante la sala dedicata al periodo fascista che narra la storia del periodo che intercorse tra il 1935 e il 1938. Nella sala dedicata alla storia politica della città di Torino, i cimeli e le opere vengono arricchite da una speciale proiezione del periodo dell'Unificazione, vista da parte del capoluogo, integrando altresì dei riferimenti di stampo internazionale. La fedele rappresentazione integrata con stampe, foto e letture di alcuni scritti dell'epoca (1814-1861) introduce ai visitatori una semplice narrazione storica per consentire una maggiore comprensione dei cimeli presenti all'interno delle sale. La quarta sala e quelle a seguire, fino alla sala 26, rappresentano il cuore del museo del Risorgimento di Torino. Il percorso storico parte dall'età napoleonica (tra il 1796 e il 1815) per giungere alla Rivoluzione francese (nel 1789). Ampio spazio viene altresì dato ai moti contro i regimi assoluti che si verificarono tra il 1800 e il 1821 e le conseguenti insurrezioni, le rivoluzioni del 1848 per concludersi con le Guerre di Indipendenza fino al 1866. Procedendo con la visita sarà possibile approfondire poi la spedizione dei Mille del 1860 per poi terminare con un'apia selezione di cimeli risalenti alla proclamazione del Regno di Italia nel 1861. La sala 24 custodisce anche i ricordi storici di un altro importante evento nazionale: la presa di Roma del 1870. Nella sala 25, ultima di questo primo percorso storico, vi è una fedele ricostruzione dello studio ministeriale nel quale lavorò Cavour. La stanza 26, 27 e 28 sono state allestite per ricordare i primi 50 anni del Regno di Italia ponendo particolare attenzione alla politica, la cultura, le istituzioni, le lotte sindacali per i diritti dei lavoratori ecc. In questi 3 ambienti l'esposizione è stata accuratamente organizzata per permettere ai visitatori di poter comprendere al meglio quale fosse il punto di vista della popolazione e della borghesia durante quel periodo storico. Col procedere del percorso si giunge al Novecento, nella sala 29, per poi concludere con l'inizio della Prima Guerra Mondiale con particolare attenzione al processo di unificazione che si concluse con l'annessione del Trentino, dell'Alto Adige e della Venezia-Giulia. La mostra si conclude, come precedentemente accennato, esattamente nella sala (mai utilizzata) che era stata adibita per ospitare la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino nonché primo Parlamento del Regno d'Italia. Alle pareti è possibile ammirare meravigliosi dipinti e opere ispirate ai principali eventi di rilevanza storica e culturale del tempo. Al quarto piano, infine, è possibile visionare e consultare i numerosi volumi della biblioteca (circa 167.750) tra periodici, stampe, documenti, fotografie e molto altro ancora. I percorsi per i visitatori In base all'età dei visitatori e al tempo che essi hanno a disposizione il Museo Nazionale del Risorgimento italiano di Torino ha studiato 3 percorsi differenti: • Percorso breve (della durata di 45 minuti): la visita guidata ruoterà intorno alla spiegazione di 90 oggetti suddivisi nelle 30 sale del museo; • Percorso base (della durata di 90 minuti): la visita guidata ruoterà intorno alla spiegazione di 210 oggetti suddivisi nelle 30 sale del museo; • Percorso approfondito (della durata di 120 minuti): la visita guidata ruoterà intorno alla spiegazione di 288 oggetti suddivisi nelle 30 sale del museo.  
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