Erice

Poco lontano da Trapani, un piccolo gioiello medievale si taglia a 750 metri di altezza. Stradine tortuose, archi, cortili riccamente decorati e piccole botteghe mantengono un fascino immutato.

La funivia
Per visitare Erice, il consiglio è quello di scegliere la funivia con partenza da Trapani. La salita vi regalerà paesaggi mozzafiato sulle Isole Egadi e sul golfo, le saline e la valle. Una volta arrivati in vetta vi innamorerete di stradine e piazzette, costeggiate da chiese e palazzi nobiliari che si aprono lasciando intravedere panorami maestosi. I campanili spiccano così tanto che Erice era nominata la città delle cento chiese, sono meno in realtà, ma sicuramente imperdibili.

Le Chiese
Oltre alla Chiesa di San Martino dallo stile normanno, merita una visita la Chiesa di Sant'Albertino degli Abbati di San Giuliano e quella di San Cataldo in stile barocco. La chiesa più antica, la Chiesa Madre, dedicata al culto di Santa Maria Assunta, fu edificata per volere di Federico d’Aragona nel XIV secolo con scopo difensivo, come si può notare dalle forme massicce e dai merli che la decorano.
Il suo campanile ha pianta quadrangolare e bifore sui lati per l’avvistamento. La facciata, rimaneggiata più volte, è impreziosita da un bel rosone e da due grandi portali. L'interno, ristrutturato nel ‘800 in neogotico, è diviso in tre navate da pilastri sorretti da volte a crociera.
Non dimemicate poi la chiesa di San Domenico, oggi sede del prestigioso Centro Internazionale di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”.

Il Castello di Venere
E’ un altro dei simbolo di Erice. La struttura che i Normnanni eressero nel 1100 sorge proprio sulla rocca, a strapiombo, regalando una vista panoramica che non dimenticherete tanto facilmente.
Un luogo magico sia per la sua posizione sia per il suo valore storico. La struttura sorge sulle rovine di quello che in origine era un santuario, a cui in epoca romana si sovrappose un tempio dedicato alla Venus Erycina.

Il Giardino del Bajulo
E’ il giuardino che circonda il Castello di Venere e le Torri del Balio, edificate in periodo normanno come difesa avanzata del castello. Il nome delle torri e del giardino derivano dal governatore normanno, detto “il bajulo” che qui dimorava.

Mura Elimo-Puniche
La possente cinta di impianto elimo (VIII-VI sec. a.C.) circondava un tempo tutto il lato nord-est della città, l'unico esposto ad eventuali attacchi. Ai grandi blocchi, più antichi, che caratterizzano la parte inferiore, venne poi aggiunto, in epoche successive, un innalzamento a conci più piccoli.
Le mura erano dotate di torri di avvistamento e permettevano il passaggio degli abitanti e dei rifornimenti.

Una piacevole sosta con i dolci locali
Dopo aver ammirato le bellezze del borgo, fermatevi ad assaggiare i dolci tipici della tradizione ericina.
Gli storici laboratori di pasticceria vi offriranno specialità nate dalle antiche ricette delle monache di clausura: decorati come merletti, i dolci sono ripieni di conserva di cedro, i biscotti ericini sono invece ripiene di crema pasticciera e spolverati con zucchero a velo. I mustaccioli sono invece biscotti secchi con un retrogusto di chiodi di garofano: se vi propongono di accompagnarli da un bicchierino di marsala non esitate!