Segesta

Tempio di Segesta... pare che i troiani in fuga, dopo l’incendio della loro città, siano approdati sulle nostre coste e che col nome di Elimi si siano industriati per riprendere la loro vita

Percorrendo l’autostrada Palermo-Trapani, al rientro dalle serate più vitaiole e cittadine mi lasciavo andare ad ammirare le teorie di baie, di vigneti ed oliveti. Il punto da non perdere assolutamente è quello in cui, sulla sinistra in alto, compare illuminato il tempio di Segesta. Pare che i troiani in fuga, dopo l’incendio della loro città, siano approdati sulle nostre coste e che col nome di Elimi si siano industriati per riprendere la loro vita. Il tempio imponente e, diversamente da quelli della più famosa valle dei templi di Agrigento, quasi integro, si trova su di un poggio tra i pini marittimi. Più in alto alla sua sinistra, scavati sulla roccia ci sono i resti di un piccolo teatro. Le gradinate ricavate dalla parete rocciosa, ospitano ancora il pubblico per spettacoli d’ogni genere: rivisitazioni dei classici greci e latini, ma anche concerti, cabaret ed avanspettacolo. Le quinte originali ed il proscenio, ovviamente, non ci sono più, la scena quindi è dominata dall’orizzonte sul mare che a qualunque ora del giorno regala emozioni specie se corredate dalle poesie recitate all’alba. Due anni fa durante un concerto dal vivo di De Gregori, mentre cantava “sempre e per sempre”, una stella è caduta alle sue spalle provocando il dolcissimo amplificato sospiro dell’intero pubblico pagante.