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FAQ

FAQ Affitti Brevi

Affitti Brevi

Ecco una breve lista di domande frequenti relative soprattutto alla gestione di case per affitti brevi:

Come funziona, qual è la normativa vigente, come funziona la cedolare secca, ecc. Il tema degli affitti brevi è molto complesso e articolato e le normative variano in base alle regioni. Quindi le informazioni contenute in questa pagina costituiscono una base di partenza per ulteriori approfondimenti necessari. Naturalmente per informazioni più precise sugli affitti brevi delle diverse nostre destinazioni, si possono contattare i nostri team locali:

FAQ

Cos’è una casa vacanza?

Una casa vacanza è una struttura ricettiva extra-alberghiera, come un ostello o un Bed & Breakfast. Può essere gestita in forma imprenditoriale o meno ma richiede sempre alcuni adempimenti per l’apertura:

  • Comunicazione al SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) dell’inizio delle attività.
  • Trasmissione dei dati delle persone ospitate alle autorità di pubblica sicurezza.
  • Comunicazione dei flussi turistici ai fini delle rilevazioni ISTAT.
  • Esposizioni in casa dei moduli di dichiarazione dei prezzi rilasciati dal Comune di riferimento.

Chi svolge l’attività in forma imprenditoriale è tenuto naturalmente a tutti gli obblighi contabili comuni a qualsiasi azienda.

Il contratto con gli ospiti è un contratto di affitto?

La casa vacanza stipula con l’ospite un contratto di prestazione di servizi ricettivi. Infatti i redditi non risultano redditi fondiari (non è una rendita immobiliare) ma sono “altri redditi”, cioè redditi derivanti da attività commerciale (più o meno occasionale).

La casa vacanza può fornire servizi accessori?

Proprio per la sua classificazione, la casa vacanza permette di fornire una quantità indefinita di servizi accessori: cambio lenzuola, pulizia ma anche baby sitting, catering, ecc.

Cos’è una casa locata a scopo turistico?

Una casa locata a fini turistici è un’abitazione affittata con la modalità della locazione breve. Con locazione breve si intendono “i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, o di arte e professione” (D. L. 50/2017)”.

Come funziona la cedolare secca per gli affitti brevi?

Da giugno 2017 la normativa sulle locazioni brevi è il DL 50 del 2017. Le novità del provvedimento sono due:

  • I gestori e i portali fanno da sostituti d’imposta: i proprietari non devono più preoccuparsi dell’adempimento fiscale, interamente a carico dei gestori.
  • Per le persone fisiche si applica la cedolare secca: un regime di tassazione agevolato che fissa l’aliquota al 21% a prescindere dall’imponibile complessivo.

Questa non è tuttavia l’unica soluzione fiscale applicabile: il proprietario può scegliere vie alternative sia per l’adempimento fiscale che per la tassazione dell’imponibile.

Come funziona la tassa di soggiorno con gli affitti brevi?

Come accade per tutte le altre strutture ricettive, anche per gli alloggi in locazione breve la legge prevede che il gestore versi al comune in cui l'immobile è ubicato l’imposta di soggiorno che riscuote per conto del proprietario dell’alloggio, attraverso le tariffe di pernottamento, direttamente dai propri ospiti. Il gestore agisce da sostituto d'imposta, versando periodicamente al comune l'intero ammontare delle tasse di soggiorno dovute dai propri ospiti.

Quali altri adempimenti burocratici sono previsti per gli affitti brevi?

Esiste l'obbligo di comunicare alle autorità di polizia i dati anagrafici di tutte le persone che occupano, di volta in volta, l'immobile di cui si è responsabili e, quindi, alla raccolta dei dati stessi presso i clienti al momento della prenotazione o dell'accoglienza.